sabato 19 luglio 2014

Dissertazione semiseria sul libro, sul non-libro e sul metodo per distinguerli

Come ognun sa… Parlo ai lettori assidui e ciò a dire ai lettori senza aggettivi. Ma un lettore di che? Pare che oggi se lo domandino soltanto il Marketing e una certa Critica Markettara. Un altro vomita i propri sdegni, ma nessuno che elabori un ‘sistema’ o un ‘metodo’ per tirare una bella linea di separazione tra il libro e il non-libro – sono poi certo che se qualcuno lo facesse mi ritroverei a cercare assiduamente tutti i libri über die Line – nel senso di sopra e non di oltre la linea: quelli vorrei, pretenderei, di leggere. C’è qualcosa come il fiuto, come ognun sa, e la lettura, prima del libro, è subodoramento di tracce e cioè di significati. La metafora della caccia, onde esplicare la pratica della lettura, risale al Medioevo, ma non insisto… Il problema non si pone allorché l’unico libro da scorticarsi – libro è la parte interna della scorza della pianta come ognun (botanico) sa – resta Il Libro. Ma poi ci si è messi a produrre libri e… Letteratura. Se ne lamentava Bloy. Diversificazione dell’offerta direbbe il nostro esperto ‘markettaro’ – prodotti-libri per tutte le tasche, per tutti gli oculi e per tutti i nasi… e rieccoci alla quistione (sic!) del fiuto… Ora, come ognun sa – vale sempre la clausola espressa sopra – e come diceva Calvino (Italo), i libri ‘da leggere’ saranno sempre über, nel senso di oltre stavolta, le nostre possibilità. Ciascuno compila la propria lista, il proprio ‘Indice’ – con un rigore infinitamente inferiore a quello del Sant’Uffizio giacché immette e obblia (sic!) e rivede o si ravvede con una certa frequenza giornaliera. Acquista, anche, e tesaurizza, disloca torri da spolverare, occasione di comiche ‘sorprese’, immaginando talvolta una specie di osmosi tra lui e i suoi floemi. Sempre con amore. Ecco, sarebbe questa la maniera – non è una proposta non dico già metodologica ma nemmanco seria – per separare i libri dai non-libri. Intendo: quando uno ne abbia accumulato monti, anche solo ‘mentali’ – le liste del Peter Kien canettiano! –, monti dunque abbastanza elevati per non arrivarne a capo o in vetta, abbiamo la certezza di trovarci di fronte a dei libri piuttosto che a dei non-libri. La tautologia è solo apparente. Ma de hoc satis.