sabato 28 marzo 2015

Beffarsi della filosofia è davvero filosofare

L’altro giorno una signora attempata mi ha domandato se la filosofia fosse curativa – e cioè a dire terapeutica. Avendo fretta di non rispondere, presumendo che volesse che le somministrassi qualcosa come una cura – e poi, talvolta, si ha fretta di non rispondere, di tagliare corto – le ho risposto che no, la filosofia non è curativa benché possa anche esserlo... Ripensandoci su, però, mi è venuta in mente una pagina Montaigne, quella in cui descrive quel filosofo che non “pratica” la “sua” filosofia nella vita di tutti i giorni – mentre emette i suoi giudizi su questo e su quello – e che, a chi glielo fa notare, rimproverandolo, risponde che è questa la maniera di essere filosofi (cfr. Montaigne, Essais, II, XII).
La verità è che chi pratica la filosofia dovrebbe sforzarsi di percorrere fino in fondo la strada della coerenza. Il filosofo è affezionato alle sue idee, alle idee che gli permettono, dal suo punto di vista, di decifrare il mondo; queste sue idee sono delle abitudini e alle abitudini, si sa, non è facile rinunciarci. Lo sapeva bene Kant, uso a quelle sue passeggiate pomeridiane; lo sa bene il fumatore inquieto che si accende un’ultima sigaretta prima di coricarsi.
Tutto questo per dire che la filosofia – la pratica della filosofia – “fa” il filosofo, lo costituisce; la vita del filosofo è – o dovrebbe essere – una vita filosofica... E la terapia? Beh, è evidente che il filosofo, percorrendo il suo tragitto filosofico fino in fondo, immagina che questo tragitto (via, οδός) sia adeguato, giusto, salvifico, eudemonistico. E questo anche mentre si appende al fico di Timone, ovviamente.
Di tutto questo l’uomo della strada, contrapposto al filosofo tra le nuvole, al Socrate aristofanesco, ha una vaga e ironica consapevolezza – quella che gli fa installare il filosofo tra le nuvole e, nondimeno, lo spinge a interpellarlo per domandare un consiglio... Ma io volevo parlare di Pascal. Già, perché Pascal dice: «se moquer de la philosophie c'est vraiment philosopher [Beffarsi della filosofia è davvero filosofare]». Oltre l’esprit de géométrie, oltre l’esprit de finesse, ecco, ancora, l’ironia; ma questa volta è l’ironia del filosofo che sa bene quanto la filosofia sia “in situazione”, emerga da un orizzonte di precomprensione – quanto ogni comprensione (Verstehen) esiga una precomprensione (Vor-verstehen) dice Heidegger. Vale la pena, per chiudere, di citare il passaggio di Pascal per intero: «La vraie éloquence se moque de léloquence, la vraie morale se moque de la morale, cest-à-dire que la morale du jugement se moque de la morale de lesprit qui est sans règles [...] Se moquer de la philosophie, cest vraiment philosopher [La vera eloquenza si beffa dell’eloquenza, la vera morale di beffa della morale, vale a dire che la morale del giudizio, che è senza regole, si beffa della morale dello spirito (...) Beffarsi della filosofia è davvero filosofare]».