martedì 10 marzo 2015

Stultifera navis

L’economista Piero Formica – leggo su Il Sole 24 ore del 18 gennaio – celebra le virtù dell’ignoranza in campo economico. Perché celebrare le lodi dell’ignoranza? Perché tra il micro delle realtà imprenditoriali con i loro utili e i loro ricavi e il macro del Pil, dei tassi e dei cambi, si apre lo spazio dell’innovazione. Che cos’è l’innovazione? Niente di più e niente di meno della creazione di nuovi prodotti, di nuovi modi per produrli. Tutte cose che vanno appunto create daccapo e ogni volta per mantenere in vita l’economia (il micro e il macro dell’economia). Ed è qui che l’ignoranza svolgerebbe il suo ruolo, perché per essere creativi bisogna ignorare parecchio o almeno un pochino. Galimberti (l’articolista che ci parla di Formica) menziona a questo punto la distruzione creativa di Schumpeter (un altro economista), legando indissolubilmente l’ignoranza creativa alla distruzione creativa. ‘Ignorare’ significa rischiare, mettere a rischio l’impresa, il patrimonio, la ricchezza... Ma vale la pena di citarlo questo Schumpeter: «Nella realtà del capitalismo, in quanto distinta dall'immagine che ne danno i libri di testo, non è la concorrenza sul prezzo che conta. La competitività è quella che viene dal nuovo prodotto, dalle nuove tecnologie, una competitività che determina un vantaggio decisivo di costo o di qualità, e che non opera al margine; minaccia non tanto i profitti o le quantità prodotte ma le fondamenta stesse, la vita stessa delle imprese. È di tanto più efficace della concorrenza di prezzo quanto un bombardamento è più efficace dello scasso di una porta».
Ora, tutte queste metafore belliche significheranno pure qualcosa. Ci dicono anzitutto che le guerre, oggi, si combattono soprattutto in campo economico. L’ignoranza di Formica aggiunge un elemento: le guerre economiche sono frutto dell’ignoranza (creativa)... Non ha importanza che le cose stiano davvero così. Piuttosto, si può ‘impunemente’ capovolgere un ‘disvalore’ in un ‘valore’? Può l’homo oeconomicus essere ignorante? Non è questa una contradictio in adiecto? Non so se Formica si sia posto questi interrogativi. Schumpeter immaginava però che i capitalisti un giorno avrebbero provato vergogna... Un’ultima notazione. L’innovazione è ricerca, libera ricerca, «l’ignoranza è una mola asinaria e l’ignorante è l’asino che la trascina»…
La nave dei folli (Das Narrenschiff) è il titolo di un’opera satirica di Sebastian Brandt. Stultifera navis è anche il titolo del primo capitolo della Storia della follia di Foucault. Oggi qualcuno battezza Unreasonable at Sea un programma di formazione che si svolge a bordo di un piroscafo. Ma prima debbo dire qualcos’altro... Debbo dire che l’economista Piero Formica con la sua idea di ignoranza creativa ha in mente qualcosa di molto innocuo. A che gli serve citare i nomi di Socrate, di Agostino, di Cusano, di Ficthe ecc.? L’idea di Formica – che non è solo sua e che non è nemmeno particolarmente originale – è che la troppa conoscenza sia d’ostacolo alla creatività. Egli invita dunque gli studiosi, i ricercatori (soprattutto giovani) a tentare nuove strade muniti di un bagaglio di conoscenze leggero, e gli istituti, le università e le imprese a predisporre strumenti, programmi e occasioni perché tutto ciò sia possibile. Per queste e per altre ragioni, il buon Formica tesse le lodi un programma denominato Unreasonable at Sea – ci sono arrivato finalmente! – voluto dall’Unreasonable Institute di Boulder, nel Colorado. Nulla di ‘romantico’, niente a che vedere con la stultifera navis, che è creazione letteraria, romanzesca ma anche, nel Medioevo e nel Rinascimento, una curiosa realtà. Qui invece si tratta di un gruppuscolo di individui (tech startup) sopra un piroscafo in compagnia di un gruppuscolo di insegnanti (mentors) d’eccezione. Nelle tappe di questo percorso ‘turistico’, i tech startup hanno incontrato altri mentors e attori istituzionali a livello locale, stretto partnership ecc. Così recita comicamente la brochure: «La nave salperà il 9 gennaio 2013 da San Diego, California, e concluderà il suo viaggio il 25 aprile 2013 a Barcellona. Nel mezzo, un’esperienza formativa senza precedenti».