venerdì 26 giugno 2015

Kiko Arguello la torpedine

In molti, lo scorso sabato pomeriggio, al Family Day, avranno avvertito il tocco di torpedine di Kiko Arguello. E quando ha parlato dei bambini assassinati da Matthias Schepp, e cioè a dire dal padre, segnando a dito le donne che abbandonano i mariti, il nervosismo è serpeggiato. Arguello non si è fermato; con la chitarra sotto il braccio ha proseguito il suo intervento fiume, citando Kierkegaard, cui deve almeno un paio di sapide espressioni (per esempio, se non ricordo male: «Disperatamente non voler essere se stesso»; e anche: «Disperatamente voler essere se stesso»), il pacioso Olivier Clément (di cui qualcuno giura di aver sentito le ossa scricchiolare nel tentativo di raddrizzarsi nella fossa), il Vangelo, Paolo di Tarso. Arguello è un sostenitore della letteralità della lettera; mentre citava Efesini 6,12, il timore che intendesse ‘letteralmente’ scagliarsi, chitarra in resta, contro il drago Arcobaleno s’è fatto palpabile.