mercoledì 10 giugno 2015

Tout se tient

Tout se tient, diceva de Saussure, tout se tient dans la langue. E come fa questo tutto a ‘reggersi’ nella lingua? Semplice: ogni segno (termine) è legato a un altro, è in relazione con un altro, con tutti gli altri, in una relazione (ovviamente) differenziale, negativa e oppositiva. Solo così acquisisce quello che Saussure chiama il valore (valeur). La parola gatto, per esempio, ha lo stesso significato di ‘non cane’, di ‘non cavallo’, di ‘non clarinetto’ e così via, usque ad finem linguae. Quali meravigliosi inventari si potrebbero compilare assumendo, con felice ghiribizzo, il metodo negativo di Saussure! Ma non è il sistema della lingua, stricto sensu, a interessarmi qui. A interessarmi è invece il modello o teorema negativo del tout se tient. Ci torno dopo.
Leggo un ‘articolo’ di Nicoletta Polla Mattiot (sul sito del Sole 24 Ore) che celebra lo «sguardo provocatoriamente innovativo» (sic!) di Giacomo Rizzolati sul ruolo dell’empatia nello sviluppo economico, produttivo e culturale. «Il successo di un italiano – conciona Rizzolati (obbligatoriamente citato) – dà prestigio a tutti. Ci dev’essere un senso di appartenenza, di orgoglio anziché di invidia competitiva. Le tue conquiste, scientifiche, imprenditoriali, tecniche, artistiche, sono le mie, perché migliorano anche la mia vita». E dunque? Dunque è massimamente importante condividere le esperienze, il know how, gli obiettivi etici che sono anche economici.
Nicoletta Polla Mattiot, per dirla con George Steiner, ama le simultaneità polifoniche del pensiero, dell’immaginazione controfattuale. Infatti, a questo punto, ci parla di John Studzinski e di Francesca von Habsburg. Studzinski è il vicepresidente del gruppo Blackstone e il presidente della fondazione filantropica Genesis; ed è uno che non arrossisce asserendo che «la musica è un veicolo potente e un segno che stiamo transitando da un’epoca di materialismo a un’epoca di spiritualità». Si è fatto perciò promotore della «musica rilassante», musica di cui «la gente ha sempre più bisogno» (sic!). Non meno degno di interesse appare il mecenatismo ambientale dell’arciduchessa Francesca von Habsburg, impegnata in un periplo attorno al mondo a bordo della sua imbarcazione, la Dardanella (immancabile l’appuntamento con gli amici Maori attorno a un falò in un’isoletta qualsiasi della Nuova Zelanda). Tout se tient, appunto.
Tout se tient anche nel marketing, perché alla fin fine si tratta di business («Non si tratta di solidarietà, ma di business» dichiara Nicoletta Polla Mattiot con stupefacente candore). Si tratta di vendere musica rilassante, mobili-albero, sedie-origami e tavoli-riunione-altalena («per far girare le idee»). Il metodo negativo valorizza, per differenza, i nuovi prodotti, l’empatia fa il resto.