lunedì 13 luglio 2015

Perché Ceronetti non crede alla svolta ecologista di Bergoglio

Ceronetti non crede alla svolta ecologista di Bergoglio e, pur apprezzandone le parole, vorrebbe che stilasse un programma di azioni concrete, per cominciare a credergli (lo ha scritto sul Foglio il 23 giugno scorso). Non si capisce bene cosa voglia Ceronetti dal papa e forse il suo non è che il fastidio che il vecchio militante (Ceronetti è un ambientalista di vecchia data) avverte di fronte al neofita. Poi però tira in ballo Malthus e allora diventa subito chiaro che il programma cui accennava è un programma neomalthusiano (e anche questa è ecologia). Detto altrimenti, non basta che il papa dica che non si devono fare figli come conigli; nelle conigliere bisogna persuadere alla contraccezione e, forse, distribuire preservativi come rosari. Dalla sua Bergoglio avrebbe la ‘predicazione’ di Ernesto Bonaiuti, il quale, negli anni Quaranta, spiegava che «la redenzione portata da Cristo annullava il comandamento biblico sulla procreazione per i battezzati». Conclude Ceronetti: «Il tempo della procreazione illimitata è finito dai tempi dei Cesari e della Giudea romana».