giovedì 23 luglio 2015

Thomas Mann sotto il segno di Ermes?

Thomas Mann sotto il segno di Ermes? Thomas Mann Doctor Hermeticus? Kerényi indulgeva a questa ipotesi critica che appare confortata da molte cose di Mann. Ho riesumato un vecchio (?) articolo di Pietro Citati sulla nuova traduzione dello Zauberberg dove il nostro critico ci racconta, daccapo, di Ermes ecc. Mann non è interamente di suo gusto (del nostro critico), lo si capisce non appena parla di falsetto: «[…] rendere l’ardua prosa di Mann; quella mescolanza di lirica, razionalità e falsetto, capace di sfibrare qualsiasi traduttore». E subito dopo: «[I curatori della nuova edizione] sopravvalutano l’arte di Thomas Mann e il (sicZauberberg. Mann è un grande narratore, ma non un genio del ventesimo secolo come Conrad, Proust, Kafka, Musil, la Woolf, Nabokov». Mi viene da ribattere con Erik Satie (ancora lui): «Ho sempre detto – e lo ripeterò molte volte, anche dopo morto – che non c’è Verità in Arte (una Verità unica, s’intende)».