giovedì 27 agosto 2015

Schubert

«Walt Whitman parla molto di fraternità. Si atteggia a camerata… Non mi fido, Molto meglio Schubert che senza dir nulla si mette a camminare al mio fianco e canta una canzone» (Eugeni d’Ors, ‘La valle di Giosafat, Milano, Bompiani, 1945, p. 27). Schubert è la pace, Schubert è la sera, Schubert è la fraternità… Quadretto un po’ stereotipo, questo di d’Ors, che accusa di ipoacusia chi invece conclude: plaintive musique. Già, questo Schubert bon enfant (Bortolotto) non mi convince per nulla. E poi quella del Wanderer non è una passeggiata serale.