mercoledì 21 ottobre 2015

Luigi Pestalozza su Glenn Gould

Luigi Pestalozza chi lo ricorda? Luigi Pestalozza è un critico musicale militante, partecipe di quel vasto movimento musicale uscito dalla Resistenza di cui oggi nessuno sa più nulla. Inizia a pubblicare i suoi saggi su La rassegna musicale negli anni Cinquanta; conosce e vede da vicino le esperienze europee: quella di Darmstadt, della Neue Musik, della musica elettronica, l’introduzione dello zdanovismo in Unione Sovietica ecc. ecc. Luigi Pestalozza, parrà strano, è ancora vivo. Su Glenn Gould scrive nel 1987 un breve articolo che appare in Rinascita con il titolo ‘I non-concerti di Glenn Gould’. Eccone l’incipit, davvero degno d’interesse: «Ciò che spaventa nel pianista per quanto grande sia – ciò che ha spaventato Glenn Gould – è il suo precipitare nella monotonia». I termini sono quelli della oramai nota polemica gouldiana sui concerti e sul mestiere del concertista: mestiere spaventoso, che uccide l’immaginazione e induce al conformismo musicale e non solo musicale (in anni più vicini a noi François-René Duchâble s’è ritrovato a riproporre, non senza sofferenza, tutti gli argomenti gouldiani). Pestalozza è d’accordo con Gould: la riproducibilità tecnica di cui parlava Benjamin non è affatto deteriore e inietta invece democrazia nella cultura, nella produzione e fruizione della cultura. Se il concertista itinerante per le meno di duecento sale importanti del concertismo mondiale sembra svolgere un ruolo vitale e persino energetico per la musica, ciò avviene perché oggi come ieri pare necessario attribuire un valore ideale alla merce per negarle «la possibilità reale (sociale) di essere disalienata» (L’opposizione musicale, Milano, Feltrinelli, 1991, p. 309). Guardate invece Gould, ascoltatelo alla radio, ascoltate la sua radio pedagogica, democratica, antagonista e persino rivoluzionaria. Gould non ammannisce lezioni accademiche; Gould organizza eventi, costruisce esperienze, coinvolge e interpella, in un modo o nell’altro, le personalità con cui entra in contatto, i suoi collaboratori, i suoi tecnici e, naturalmente, i suoi ascoltatori.