mercoledì 21 ottobre 2015

Paternità putativa?

Padre Antonio Sicari parla di Giuseppe; scrive: «Giuseppe [è] il padre che, unico tra tutti i padri umani, sa per esperienza ‘quanto sia Padre Dio’: e per questo la sua verginità non provoca in lui esperienza sminuita di paternità terrena, ma accresciuta. E lo chiameranno ‘padre putativo’, nel senso che è ‘reputato tale’, ma di fatto – benché non sia padre fisicamente – lo è più profondamente di quanto noi non riusciamo a pensare» (Antonio M. Sicari, Viaggio nel vangelo. Gesù di Nazareth, il Dio con noi, Milano, Jaca Book, 1995, pp. 17-18). La profondità della paternità di Giuseppe è davvero così difficile da pensare? Gesù non è il generato di Giuseppe ma Giuseppe gli è padre. Nulla di anomalo e il mondo è pieno di padri che, lo sappiano oppure no, non hanno contribuito menomamente alla generazione dei figli; l’eterologa oggi promette di moltiplicarli... Ecco, li spartirei, questi padri, in consapevoli e inconsapevoli di questa loro paternità putativa; i primi sono anche loro, come Giuseppe, ‘più profondamente’ padri benché non ‘più profondamente di quanto noi non riusciamo a pensare’. Perché non è poi così difficile pensare che si è e si diventa padri (e si è e si diventa madri) nella pratica di ogni giorno; che non si è padri per il semplice fatto di aver fatto dei figli «à longueur de sperme».