lunedì 5 ottobre 2015

Situation de la France...

«La Francia però resta la patria dell’universalismo filosofico moderno, come si fa a rinunciare alle idee astratte?». È la domanda che Marina Valensise (oggi sul ‘Foglio’) rivolge a Pierre Manent, autore di un libro intitolato Situation de la France che esce in questi giorni (in Francia). Ed è una domanda che viene dopo la risposta e, dunque, una domanda affatto inutile. La risposta è, grosso modo, questa: la Francia è la patria dei diritti dell’uomo – generalissimi, genericissimi, astrattissimi, ovviamente – ma la Francia è anche un paese cristiano – concretissimo, radicatissimo… –: «Bisogna [dunque] tenere conto della realtà e pretendere che il governo ne tenga conto perché, prima di essere l’amministratore dei diritti dell’uomo, è il responsabile di un paese che ha una forma di vita, una società, una sociabilità nelle quali il cristianesimo e il cattolicesimo hanno esercitato un ruolo preponderante». Valensise: «Diritto naturale e storia, dunque, ritorno a Leo Strauss?». Per chi non lo sapesse: Leo Strauss è uno degli idoli di Giuliano Ferrara. Infine, sempre la Valensise: «[…] le misteriose parole di Cristo nel Vangelo di Matteo, ‘date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio’». È poi questa l’unica laicità concepibile da chi si è limitato al manualetto di diritto ecclesiastico di una Ombretta Fumagalli Carulli. Che tedio! Manent va molto più in là… Senza considerare che il principio di Böckenförde, già frainteso da Ratzinger, appare sempre di più, nelle parole dei foglianti, una supercazzola.