venerdì 5 febbraio 2016

Mutamenti antropologici?

Leggo spesso – e ancora poco fa sulle colonne di un quotidiano che non ho voglia di nominare – che un disegno di legge potrebbe produrrebbe, anzi, produrrebbe senz’altro un mutamento antropologico. Dovrebbe essere... o almeno è facile indursi a pensare che questa sia un po’ l’aspirazione dei grandi dittatori – e delle grandi religioni e delle piccole, delle sette e settarelle. I cristiani, dice Tertulliano – lo dice polemicamente, stigmatizzando una classificazione che presso i pagani ha un’intenzione derisoria – sono una terza razza, un tertium genus, tra giudei e pagani. I cristiani finiranno per crederci. Insomma, anche qui una ‘legge’ – una parola – comanda al cuore e a ogni altro organo e trasfigura l’uomo, lo trasfigura completamente.
Parlo di cuore e di organi non a caso. Oggi chi parla di mutamento antropologico dietro le fantasime scopre sempre la biologia – non fosse la biologia, e intendo la reductio dell’uomo alla biologia, una delle tante opportunità che l’uomo pratica. Lo sapeva bene Boris Rybak che però eccedeva un poco: «la biologie est notre seul espoir», diceva. Un uomo programma (pro-gramma), un uomo progetto (pro-getto) – un ponte gettato, come diceva quel tale. Produrre, meglio, lasciare che si produca, per esempio, un uomo-salmone: in grado di risalire tutte le correnti; o un uomo-felce (Ah, la felce con quel suo amore per le effusioni, per le pavane, come diceva Michaux!). E però: che roba terribile! È terribile che si possa fare questo all’uomo che invece dovrebbe… Già, che cosa dovrebbe essere l’uomo se è poi quella creta manipolabile, quel vaso a cui una mano dispettosa pratica un altro foro sul fondo? Forse – forse – questa ‘antropologia’, prima di lamentare la malleabilità ‘biologica’, ‘neurofisiologica’ (le diversità in divenire) dell’uomo, dovrebbe volerlo così o cosà… Che sbadato: lo vuole così o cosà e ci dirà che a volerlo così o cosà è il buon Dio – una parola (il verbo), la legge, la norma. Ma per chi ha seppellito il buon Dio una volta per tutte perché questa parola dovrebbe avere ancora un valore?