sabato 19 marzo 2016

Per una filosofia ridanciana


Vorrei rimarcare ancora un fatto notevole: un fatto che è piuttosto un’abitudine, una cattiva abitudine mentale, un pregiudizio. Oggi, come ieri del resto, la celia, lo scherzo, in filosofia, espellono subito l’autore-pensatore e lo proiettano a gran velocità nella letteratura. Il filosofo, soprattutto dacché la filosofia si è messa a gareggiare in grigiosità con la scienza – malinconica lo era già; e anche grigia, per chi ricorda Hegel: «Grau in Grau malend», grigio su grigio dipinge –, il filosofo, dunque, deve atteggiarsi a sentinella o a oracolo, per riprendere una nota bipartizione, e comunque a musone. Naturalmente ci sono parecchie eccezioni che mi smentiscono.
Bene, io sono anche per un filosofo ridanciano, per una filosofia ridanciana.