sabato 17 settembre 2016

Il motivetto rubato

Thomas Bossard
Mi raccontava di aver colto al volo ― rubato ― un motivetto nell’aria e di averne fatto una canzone. La sua canzone. Appropriarsi di qualcosa, dice Michel Serres, significa insozzarlo, contaminarlo: la tigre urina sulla soglia della sua tana, il buontempone sputa nella minestra. Lui, come i fringuelli, cinguettava, a modo suo, storpiandolo, sporcandolo, il motivetto: il tuo motivetto. Proprietà, benché in italiano (come il francese propreté) significhi anche pulizia, è ciò che è sporco (malproprio). Te ne adontasti. Se dovessi proporti una di quelle false etimologie che Paulhan definisce lampanti, direi che adontare viene da unto. Eppure è uno di quei casi in cui, per impiegare quel terrificante legalese che ho letto da qualche parte, il sovvenuto non verrebbe a locupletare con danno del sovventore... Eppure si appropriava del tuo motivo, lo insozzava della sua saliva, per rendertelo, come talvolta si rende un bacio: e per farne la vostra canzone.