domenica 1 gennaio 2017

Riletture

Immagine di Thomas Bossard 
È un argomento interessante; ma vorrei ‘aggredirlo’ – se così mi posso esprimere, elegantemente… – da un margine ulteriore o citeriore.
E cioè parlando d’altro: di musica. L’ascoltatore passionato, l’amateur, il melomane… torna di frequente sulle sue pagine preferite ed anche sulle non preferite. N volte gli accadrà di ascoltare la Nona beethoveniana o il Primo di Ciaikovskij o la Polacca delle ottave. Ricordo un periodo della mia vita in cui non riuscivo a rinunciare all’ascolto quotidiano delle Metamorphosen di Richard Strauss; un altro interamente votato all’ascolto della Quinta sibeliana. Che siano ascolti amorosi o meno amorosi, il melomane di cui sopra non ci troverà nulla di strano nella reiterazione; troverà invece strano che qualcheduno possa saziarsi di un ascolto solo.
Questo mio discorsetto (argomento) può essere ripetuto per ogni forma d’arte. Lo scopofilo – chiamo così l’amante delle arti figurative, riconducendo una parola all’etimologia e liberandola di un significato particolarmente idiota – non si accontenterà di una sbirciatina al Cenacolo o alla Signora con cappello e boa di piume di Klimt. Se vedete un tale correre in un museo sappiate che è un vigile del fuoco o un ladro o un imbecille.
Le riletture non sono affatto incoraggiate: la professione dell’insegnate, del critico, al quale bisognerebbe imporle queste ‘appendizie’, dello scrittore, che sempre più spesso non sa nemmanco leggere, il mercato librario, con quella sua mostruosa, cosmica inflazione, Facebook… le scoraggiano. Eppure, e come nel caso della musica, della pittura ecc., la reiterazione della fruizione – per dirla con un’espressione moderna e un’altra volta elegante – è spesso fonte di piacevoli scoperte o di scoperti piaceri.