domenica 8 aprile 2018

Considerazioni sui nani da giardino

Torna a uno dei suoi argomenti favoriti, Gallonio: i nani da giardino; o, per meglio dire, la personalità o il profilo psicologico di chi li colleziona. Occasioni per questionarne ce n’è ché dalle nostre parti non mancano i nani da giardino nei giardini e nemmanco i nani da giardino fuori dei giardini. Per esempio in Mercallo, a un tiro di schioppo, una terrazza visibile dalla superstrada esibisce a intervalli regolarissimi un nano alla ringhiera. Gallonio accosta i nani e gli spazi all’avvolgimento delle tapparelle che presenta egualmente ritmi, simmetrie. La proprietaria della terrazza sarebbe chiaramente una nevrotica «e chissà il ‘marcio’ che nasconde dietro o sotto quell’ordine». ‘Marcio’ è sempre ovviamente tra virgolette: nessuna sfumatura morale. Nel caso della donna della terrazza, un complesso di masturbazione risalente all’infanzia al quale, secondo Gallonio/Groddeck, ella attribuisce la propria sterilità e la propria astenia (l’astenia che la fa sostare con l’annaffiatoio in un mano nei pressi delle petunie). I nani e Biancaneve in testa sono dunque i suoi figli ecc. ecc. Tutto questo mentre a grande velocità – anche oggi giustappunto – percorre la superstrada e lanciando un’occhiataccia all’edificio. I nani, come si sa, sono tedeschi ed è la Germania a produrne e sono i francesi e gli americani ad acquistarli. Ecco, il fatto di non conoscere il tedesco o di non poter convincere un traduttore a tradurre è ragione di seccatura per Gallonio. Due testi in particolare bramerebbe: Antigone und der Gartenzwerg (Antigone e il nano da giardino) di Gerd Gaiser e Die Gartenzwerge (I nani da giardino) di Ingeborg Wendt.